Cina nel 2006
La situazione sta drammaticamente evolvendo; prima c’era la morte per le bimbe, considerate poco pratiche in termini economici, o comunque costrette a essere vendute, date in moglie o regalate ai santuari dove diventano concubine di sedicenti santoni espiando così le colpe dei padri…
Io ero rimasta qui…e già mi par tanto…
Invece leggo che adesso la costrizione non riguarda più solo le bimbe ma il secondo figlio in generale. Una situazione penosamente conclamata che nessuno sembra ascoltare.
Esistono in Cina unità di controllo delle nascite, una figura di solito femminile (e già la dice lunga) che ha il compito di vigilare sulle gravidanze di donne che hanno gia avuto la gioia di una maternità.
Ogni tre mesi devono andare al distretto, fare un test di gravidanza, prendere pillole abortive e prendere i preservativi che, gratuitamente, vengono loro dati. Ogni tre mesi queste povere donne, per lo più lavoratrici in fabbrica o braccianti, fanno questo tragitto.
In media un controllore ha 800 donne, per cui bene o male le consoce tutte. La controllore intervistata racconta le procedure in caso di gravidanza, ogni giorno per 6 mesi, lei va a casa a bussare alla porta delle puerpere e convincerle ad abortire, per sei mesi alla stessa ora suona alla sua porta e le fornisce più o meno validi motivi per praticare l’infanticidio.
Perché sei mesi? Perché lo stato non può andare oltre, dopo che la Cina ha aderito alla Comunità internazionale, oltre i sei mesi non possono fare nulla, prima potevano…
Se dovesse nascere questo secondo bimbo la famiglia paga una multa, che per una famiglia che guadagna 800 euro all’ann0 equivale a 15.000 euro di penale.
Poi il nascituro non può essere registrato, perché il sistema deve testimoniare che la cosa non è accaduta, niente scuola o sanità…niente di niente un morto che cammina.
Di solito, racconta il controllore, una donna che abortisce un figlio difficilmente poi vorrà rimanere incinta perché oltre al dolore gli ospedali sono zozzi, pieni di germi, e quindi non è un’esperienza da ripetere tanto facilmente.
Per le famiglie ricche la situazione cambia, guarda un po’! La multa, se c’è, si paga e il figlio è pienamente riconosciuto anche perché per i ricchi il secondo figlio è come uno status symbol, e quindi loro lo accettano.
Queste dichiarazioni lasciano con il fiato a metà, perché se prima si partoriva con la bacinella dell’acqua sotto il letto, così se era femmina la si uccideva in acqua, ora non si deve neanche arrivare al concepimento, non oso pensare che cosa potrebbero fare se non avessero aderito alla Comunità internazionale… che comunque ha fatto davvero poco, mi domando dove sono i diritti dell’uomo e quelli alla vita? Perché se non poter connettersi mi sembrava una discriminazione qui arriviamo a limiti inconcepibili per me e non so neanche come commentare.













