venerdì, maggio 25, 2007

E basta!

Customer Oggetto: Comunicazione nr. 91243 del 23 May 2007 - Leggere con attenzione


Gentile Cliente,


Nell'ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Posteitaliane e stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto

da Lei forniti all momento della sottoscrizione contrattuale.


Per ovviare al problema e necessaria la verifica e l'aggiornamento dei dati relativi
all'anaagrafica dell'Intestatario dei servizi Postali.
Effetuare l'aggiornamento dei dati cliccando sul seguente collegamento sicuro:


click qui

Cordiali Saluti.


Questa è l’ultima di una lunga serie di e-mail che arrivano alla mia casella di posta. Ora mi domando va bene che volete provare a farci cascare qualcuno ma almeno usate la testa…questa mail è sgrammaticata, sintatticamente paurosa e poi l’oggetto della mail: “Messaggio urgente” ma chi sei mio fratello o l’ufficio postale? Insomma volete fregarci? Bhe fatelo almeno con classe!

giovedì, maggio 24, 2007

C’è modo e modo

Incredibile come possano cambiare in fretta certe cose. Lavoro in una società composta prevalentemente da donne odiose e finte e da gay!

Caso vuole che un cambiamento di postazione abbia risvegliato quei sensi sopiti di qualche allegra single sui 30, che ho avuto modo di vedere all’attacco! Come dicevo molto pochi sono gli eterosessuali uomini, per lo più sposati o con posizioni professionali poco interessanti. Ma c’è un 18enne che sta facendo le scarpe a tutti, appena arrivato ha asceso l’albero aziendale diventando a 18 anni responsabile di un intero settore e che ora è dietro me e le mia adorabili colleghe!

Bhe credetemi, ora lo hanno spostato alle mie spalle, non ho mai visto tanti brutti esempi di prostituzione da ufficio! Mi spiego: in quanto etero, in quanto figlio di dirigente aziendale, in quanto unico utile per mantenersi uno straccio di posto di lavoro, le ragazze con cui lavoro si son date battaglia! Un battaglia a colpi di vestiti succinti, che di solito non portano, di pettinatura azzardate e ridicole, abitini stretti che a una fan vedere le ossa e all’altra la ciccia… insomma è di scena il ridicolo aziendale per attirare l’attenzione di uno che a 18anni ha il mondo del lavoro ai suoi piedi.

Il tutto si collega con le loro critiche negative alla manifestazione di alcune prostitute a Bologna, una notizia dei giorni scorsi, scusate ma questa cosa è: per me è prostituzione da ufficio! E’ uno studio capillare basato sul principio se ci sta mantengo il posto, parlano a voce bassa con lui…o meglio sussurrano come neanche in un film porno sanno fare, ridono per ogni ovvietà, civettano e gorgheggiano delle sue battute, persino lui ormai si stupisce!
E poi la cosa esilarante è che- vabbè a parte criticare me- ora si criticano da sole, si sparlano dietro l’una con l’altra… vanno a vederlo a calcetto, gli portano l’asciugamano… e lui? Bhe lui niente, si gode due povere donne che farebbero di tutto per un posto di lavoro che poi criticano in continuo!

mercoledì, maggio 23, 2007


La nostra Paris ha deciso di rendere economia la sua sofferenza. Dal 5 giugno sarà in una prigione a espiare la sua colpa, si sarà chiesta come poter sfruttare al meglio questa situazione? Naturalmente un bel libro, un racconto dei suoi 23 giorni lontana da feste, party, gossip e divertimenti vari, ma anche lontana dal suo cagnolino e dalla sua reggia.

La cosa deve esserle sembrata una idea originale, ma noi sappiamo a chi si sta ispirando vero? Riusciranno le prigioni di Paris a sorpassare “Le mie prigioni” di Pellico? La nostra eroina intanto gira leggendo la Bibbia, con vestitini molto casti e con un rinnovato spirito di espiazione.

Fatto sta che la nostra ragazza è ben lontata da passare delle giornata in solitudine e senza lussi, sembra infatti che la sua prigione è molto simile alla sua stanza di albergo, in fondo una milionaria è una milionaria e le necessità son diverse! Continua così Paris!

martedì, maggio 22, 2007


Qualche sera fa, Victoria Beckham ha deciso di fare uno scherzetto ai paparazzi che la aspettavano, e si è presentata così? No, non è una bambola gonfiabile è lei…per davvero, io c’ero!!!

lunedì, maggio 21, 2007

Betty


E’ partita la settimana scorsa una “nuova” telenovela che ha conquistato la prima serata e la mia indignazione. Nelle lunghe giornate da disoccupata mi sono assuefatta a una soap dal titolo Betty la Fea, la storia di una brutta ragazza intelligente che diventa bella, insomma una trasposizione del brutto anatroccolo, con un pò d’amore e invece dello stagno una casa di moda.

Abbandono così Beautiful che veramente non capisco: ora la figlia sta con il marito della madre che è ex marito della figlia, da cui ha avuto una bimba nata morta, e già la madre aveva avuto una figlia da un altro ex marito della figlia… troppo complicato se devo faticare per capire una soap non mi rilasso.

Così comincio a seguire la Fea…e la trasposizione che è stata fatta è un abominio. Hanno preso una telenovela del sud america, casta, senza scurrilità e priva di volgarità, e hanno messo una serie di mignottelle…che ci stanno sempre bene, un bel pò di corna e di sesso, vestiti sgargianti e ridicoli… insomma un abominio! Sono riusciti a distruggere l’unica telenovela che ha una fine, l’hanno massacrata a colpi di marketing e di contaminazioni moderne!!! Non mi troverei qui a scriverci un post se non ritenessi la cosa una vera mancanza di rispetto! Sono indignata!

Nomi e nomignoli

Dopo un’illuminante puntata di Verissimo...che mi teneva compagnia in una bella stirata del sabato pomeriggio, rifletto sulla notizia del mese… il nome della piccola Totti: Chanel. Intervenuta telefonicamente la neo mamma motivava la sua scelta con la moda del momento: dare ai bimbi il nome di marche…il primo si chiama Christian in onore di Dior la seconda Chanel in onore di Coco Chanel… ora se avessi dei bimbi e fossi una modaiola la mia pargola dovrebbe chiamarsi o Mango o Zara, o Ikea o Mondo convenienza… per il maschietto opterei per un Euronics, o per un Trony, ma ci vedo bene anche Zara uomo- per distinguerli- e Brooks… insomma viva la tradizione!

Ho solo il terrore nel pensare quante altre bimbe dovranno sopportare il supplizio ora di avere questo nome, e non avranno neanche dei miliardi con cui consolarsi!

giovedì, maggio 17, 2007

Uno..due ..tre…trash

E alla fine l’ha spuntata lei, Imma! Arrivata al programma per risollevare le sorti dell’auditel vince il primo premio…ben 300 mila euro per essere il personaggio trash che mancava nonostante già vi fosse una serie di sterlette e letterine…ma mancava qualcosa, qualcosa che neanche l’orribile taglio di capelli della D’Urso poteva compensare! Ci voleva quell’elemento…quel quid tipico dei programma di canale 5…mancava il trash! E così via gli autori troppo puliti e benvenuti ai trash autori della De Filippi…che portano con loro Luca…e già un passo avanti s’è fatto… ma ci voleva la donna….perché, si sa, le donne guardano di più i reality…e così arriva Imma…brutta, goffa…volgare… ma trash!

Come premiarla per la sua partecipazione…innanzitutto farla vincere poi…bhe falla andare Verissimo visto che Buona Domenica è finita!!

mercoledì, maggio 16, 2007

Complimenti per la scelta della foto, bella ascellata!

http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo361996.shtml

martedì, maggio 15, 2007

Dalla posta di Mina

Ora la mia ignoranza è abissale…soprattutto per quanto riguarda le riviste femminile e in genere tutto ciò che ha a che vedere con rubriche dedicate a posta del cuore e roba del genere.
Scopro ieri che esiste la posta di Mina e si lo so, una bella scoperta… e ecco qui la lettera del giorno

Ho 30 anni, una bimba di quattro e un marito che amo moltissimo. Ho iniziato giovanissima a lavorare nel mondo della televisione, ho sempre avuto questa passione e credo che la porterò con me all’infinito. Il successo per me è arrivato molto presto, avevo 12 anni, e già conducevo un programma per bambini a Domenica In. Poi c’è stato Non è la Rai dove mi sono divertita moltissimo: pensa che Boncompagni un giorno mi ha sentito canticchiare e il giorno dopo mi ha fatto incidere una canzone! È stata un’emozione grandissima e so che tu puoi capirmi. Poi ho anche fatto due dischi da solista. Dopo quattro anni di Non è la Rai, ho cominciato a riflettere su quale fosse veramente la mia strada. È passato un po’ di tempo e ho conosciuto l’amore, quello che ti fa perdere completamente la testa, ho detto: «Sarà lui il padre dei miei figli». Così è stato, sono 10 anni che siamo insieme e abbiamo avuto la meraviglia della nostra esistenza, Alice. Ho provato di nuovo a inserirmi nel meccanismo così complicato dello spettacolo, e ti assicuro che non è stato facile, non ho mai amato le serate mondane, ho sempre creduto che non servissero a niente e continuo a sostenerlo. Poco più di un anno fa mi arriva una telefonata e mi propongono di partecipare al reality La fattoria. Pensavo di non farlo, ma poi ho pensato: «E se fosse l’occasione che da tanto sto aspettando?». Insieme a mio marito ho preso la decisione di partecipare e travestirmi da contadina per 45 giorni. L’esperienza è stata positiva, ho imparato qualcosa di nuovo, ma non ho ottenuto quello che più desideravo, tornare a esibirmi, ballando e cantando. Mi ritrovo di nuovo a ricominciare tutto da capo. Che cosa dici, Mina, continuo a inseguire il mio sogno o prendo atto di quello che la vita mi ha già regalato?
Pamela

C’è chi butterebbe a mare il proprio successo planetario per avere quello che hai tu. E, anche per quanto mi riguarda, non c’è lotta. E poi, Pamela, il tuo sogno lo avevi già realizzato tempo addietro. Tienilo al calduccio insieme ai ricordi piacevoli che ti accompagneranno nella tua vita vera, importante, miracolosa. Sì, perché una famiglia armoniosa, dove c’è amore e rispetto, è un miracolo. Ti abbraccio.

Chi è Pamela? L’avrete capito è Pamela Petrarolo, qui la vedete mentre si esibisce canticchiando Madonna, ecco dopo questa esibizione non ti viene da pensare che forse è il caso di cambiare rotta, come suggerisce educatamente Mina, forse dopo averti visto qui, è il caso che riponi questo sogni e fai la casalinga almeno gli unici poveri che dovranno sentirti saranno i vicini mentre ramazzi il pavimento!!!

Voglio dire, non riesci neanche a ballare con i tacchi, è pericolante come la torre di Pisa, e l’andatura è il male minore, e poi per favore, usare come riferimento Madonna è quanto di peggio tu potessi fare, cavolo un po’ di dignità conservala per andare a fare la spesa la mattina. Mina ti ringrazio per la tua risposta spero ci mediti su e la pianti di rompere in tv, si perché con la Mediaset che ha comprato l’Endemol il rischio è che qui ci ritroveremo tutti questi personaggi in tv… dio benedica i dvd!
Spero che invii la lettera anche a Giovanna Agnelli, immagino la risposta: E allora smetti di cantare!

La classe è classe!


sabato, maggio 12, 2007

Io non c’ero

Non c’ero perché credo nella famiglia, non c’ero non per pigrizia, visto che sono di Roma, non c’ero per scelta. Ho scelto di schierarmi dalla parte della famiglia, non quella che sventola bandiere e crocifissi, quella senza politica e senza imposizioni.

Ho scelto di non partecipare, ma nulla mi ha vietato di ascoltare. Ascoltare inutili chiacchiere e prolissiche definizioni su cosa sia o cosa non sia una famiglia, definizioni che provengono da un credo o di una politica cerca voti, contorte precisazioni derivate forse più dalla paura che dal libero pensiero.

Ho visto un papa che sceglie di far parlare un morto, Giovanni Paolo II, forse perché crede che il suo messaggio venga ascoltato di più, ho visto entrare politici con torte di matrimonio, ho sentito discorsi dai congiuntivi fantasiosi e dai contenuti ancor più originali.

Politici conviventi o divorziati che inneggiano alla sacralità del matrimonio…sacralità. Questa la parola maggiormente adoperata, insieme a laico, sacro e laico ecco, se dovessi fare un sunto di questa giornata queste sono le parole più utilizzate.

Ho ascoltato il cantante dei piccioni che inneggiava ai bambini nati nel matrimonio che devono avere dei poteri speciali perché sembrano diversi da quelli nati dalle convivenze.

Ho visto nei giorni scorsi 17enni che scrivevano “Dico no”, ho visto famiglie che sventolavano più figli che bandiere, ma ho visto anche finti politici laici che elemosinavano voti e attenzione per enfatizzare la lotta dei loro partiti.

Il circo delle famiglie è sceso in piazza, un colorito carrozzone con balli, suoni e chiacchiere…tante, troppe chiacchiere! La Chiesa saggiamente impone a chi non sa come vivere la propria vita le regole più giuste, ecco la vera piaga: l’indecisione, la paura.

Mi dispiace, mi dispiace perché a me rimane la libertà, la libertà di poter un giorno se vorrò, dire in chiesa come al comune, delle promesse di vita insieme davanti a chi amo e con chi amo. Mi spiace perché sembra veramente che nessuno voglia capire, nessuno voglia comprendere che alla fine di tutto quello che conta non è un pezzo di carta che dica come dobbiamo vivere ma conta come vogliamo vivere. Mi spiace perché se io, convivente di una coppia etero, devo quasi ogni giorno rispondere a domande tipo: Perché convivi?

Posso solo immaginare cosa debba sopportare un gay, a quante domande ridicole deve rispondere ogni santo giorno! E se la domanda fosse: perché ti sposi?

Qualcuno risponda a questo, perché se è vero che ci son coppie effettivamente credenti, è assai vero che ci son coppie che si sposano in Chiesa anche se non vi entrano dalla cresima, persone che sperano più nel regalo che nella sacralità! E allora eccola qui la vostra sacralità regali, vestiti costosi un viaggio forse l’unico che faranno, una cena costosissima e una torta dozzinale, questo è il matrimonio, che però è precluso magari a chi veramente ci crede e lo fa per amore. Amore, sapete cosa significa amare, voi preti che non lo dovreste conoscere, sapete cosa significa avere la voglia di vivere insieme a qualcuno? Io ho scelto la convivenza non perché tra un mese o un anno mi sposo e sto testando se funziona, io non vi credo. Ed è colpa vostra, a catechismo mi dicevate di crede all’amore e io lo sto facendo e ora vi state rimangiando tutto!! Chi è l’ipocrita tra noi?

mercoledì, maggio 09, 2007

Lost per me è come una droga... ne sono assuefatta...ditemi per favore..ditemi quale cavolo è il segreto!!!!!!!!!!

Sapete cosa c'è di veramente patetico?
Il fatto che per un mese o più non abbia trovato il tempo per aggiornare il mio dirario...il fatto che il lavoro stia assorbendo tutte le mie energie e che neanche una connessione veloce sia in grado di tenermi sveglia al rientro a casa..ecco si...questo è veramente patetico.

Per cui se anche ci fosse una sola persona che in questo periodo si è connesso qui per leggere qualsiasi cosa della mia vita...mi dispiace, mi dispiace di averti fatto perdere tempo.

Perchè oggi scrivo? Semplice sono a riposo...forzato, perchè non volevo...ma sono a riposo!!
L'azienda e la mia responsabile si sono scomodati per farmi stare fuori oggi, oggi che c'è una riunione per stabilire le motivazioni di problemi tecnici sviluppatesi domenica appena passata... sapete qual è la novità?

Io non c'ero, ma lavoraro ben 5 ore dopo..per cui la colpa o è mia o della mia responsabile e non è lei che oggi è a riposo forzato! Detto questo oggi sono qui...davanti al mio pc..a scrivere, con il sole , sotto il cielo più azzurro che si possa pensare... ma...è fastidioso stare a casa mentre si decide di te!

domenica, aprile 08, 2007

Fan-atic

Sono una fan dei fans! Li adoro, adoro la carica che hanno per vedere il loro idolo, adoro il meccanismo logico mentale con cui arrivano a vivere per una persona, per un cantante, uno sportivo, un musicista op anche un’astronauta.

Sono una loro fan, forse la più grande, adoro vedere mentre piangono perché stanno per incontrarlo, o ricordo momenti topici come le urla delle italiane all’arrivo dei Beatles, o penso ai pianti per lo scioglimento dei Take That… amo i fan, tutti!

Inauguro così una piccola finestra, spero settimanale, sui fans più stravaganti e originali, e ce ne sono veramente tanti. Come comincio? E’ semplice metto su google il termine “fan" e è uscita una sfilza di siti, blog e home page sui personaggi più disparati…dai più noti a quelli che proprio non t’aspetti!! Piccole manie, state pensando! Credetemi quello del fan è un lavoro serio e impegnativo e anche quando non condividerete l’oggetto del desiderio abbiate rispetto per il fan… perchè merita amore e dedizione!

Il fan è un essere così strano e volubile che può avere oggetti del desiderio davvero stravaganti, cominciamo con i fan di Emilio Fede. Si perché anche il volto del tg più di parte che la tv possa conoscere ha dei sostenitori, non solo perché ne condividono le idee, ma perché lo ritengono un idolo. Come ogni fan questo descrive come è nata l’idea, e la potete leggere qui.
Le origini del mito… i motivi per i quali Emilio è considerato un riferimento, lo scopo del fan club “Le Attività Prime, che il Club intende attivare nel Sito del Club, sono quindi attività di informazione e di scambio intellettuale e culturale, a disposizione del Pubblico, facendo riferimento alla vita professionale di Emilio Fede, per sviluppare le finalità del Club”

Impedibile la sezione dedicata alle lettere al direttore, da leggere per capire…avevo deciso di riportare qualche intervento…ma veramente non ce l’ho fatta…sono una fan dei fans ma non di Emilio cmq vi lascio un link diretto dove poterle leggere. E direi che per inaugurare questa serie di post non potevo scegliere idolo peggiore…ma i fans son fans… belli e brutti mi piaccion tutti!!!

Amiche- nemiche

Succede così, casualmente, a pasqua. Succede che tra le mail che arrivano tra i saluti di agenti di ricerca del lavoro, invii elettronici di saluti e auguri da più o meno anonime conoscenze…succede così che ti trovi con una mail stupida “Saluti a tutti, auguri”.

Mittente: un vecchio amico d’università, di quelli con cui hai studiato nei primi esami, con cui ha condiviso le prime paranoie e le prime paure… di quelli speciali, che comunque ti hanno lasciato il ricordo di bei periodi spensierati e divertenti.

Lui l’ho sentito sempre per mail, una settimana fa, si è laureato e cerca aiuto.. Pensavo avesse perso la mia mail perché io gli scrissi ma non rispondeva e così, mail dopo mail smisi di scrivere per pigrizia o forse per noia...o forse chissà...per orgoglio!

Ti arriva la sua mail di auguri, impersonale e indifferente, come solo una mail formale può essere, ma c’è un dettaglio, avete presente quando inviate le mail a un gruppo di vostri amici senza pensare che state mettendo in mostra anche i loro indirizzi?

Ho pensato di leggerli, quegli indirizzi intendo, li ho letti e lì l’ho trovato, l’indirizzo che speravo di non trovare, che speravo non ci fosse, per sedare la mia coscienza più che per altro, invece è lì!
Lei è stata una cara amica, ma ci siamo perse. Ci siamo perse perché dopo il primo anno d’università ho deciso di cominciare a lavorare, perché mentre lei pensava a i ragazzi e alle uscite io pensavo a chi mandare il mio curriculum…perché per me il tempo è poco e devo tagliare ogni tappa il più velocemente possibile. Così mentre lei impiegava tre mesi per un esame io lo facevo in uno, mentre lei sceglieva la laurea più semplice io la più difficile, ma stavamo sempre insieme…sempre, divise dai ritmi ma unite da affetto!

Poi per un qualche motivo che non comprendo ci siamo perse, forse perché io premevo più di lei, ho cominciato stage anche gratis perché volevo- dovevo imparare, perché mi manca il respiro se sto ferma, perché io e l’immobilità non andiamo d’accordo. Lei calma e tranquilla…ma abbiamo affrontato insieme gli scogli più grandi e poi?

Poi le scelte, questi ritmi, io che non c’ero mai quando lei mi cercava… ci siam laureate e nessuna è andata alla discussione dell’altra…così come due estranee, io lavoravo...lei non so! Sono una vigliacca avrei dovuto andare…ma l’ho detto sono una vigliacca…e ora?
Ora l’indirizzo mail…che io avevo buttato…ora ritorna, proprio nel periodo in cui ci pensavo, proprio quando il suo ricordo affiora, che faccio le scrivo? E cosa?

venerdì, aprile 06, 2007

Voglio i super poteri!!!!!!!!!!!!!!

Voglio i super poteri!!!!!!!!

Io la conosco

Io la conosco, la fragilità. La conosco bene, la vedo ovunque, in fila tra le macchine, mentre passeggia tra la gente.
La conosco bene, affiora ogni tanto, nel bagno dell'ufficio, a casa, tra i parenti.
Affiora come un dolce ricordo, si prende tutto lo spazio necessario e velocemente passa.
Ogni tanto ritorna, ritorna anche quando nessuno se l'aspetta, scatta come un pensiero strano.
La fragilità rimane vicino ai miei pensieri, la sento e la conosco bene, ho imparato a rispettarla, speriamo solo lei rispetti me!

venerdì, marzo 30, 2007

Se rinasco divento

A tu per tu con la mia intelligenza

Se rinasco divento una letterina. Il pensiero è nato così sulla rampa delle scale della società per cui lavoro. Una letterina…o meglio una velina… anzi una ex velina…è entrata in azienda…è stato illuminante! Persone che la guardavano con timore….con la stessa espressione con la qualche io potrei vedere solo il mio mito, camminava, anzi sfilava tranquilla davanti alle facce buffe e stupefatte di uomini e donne… e si che lavoriamo in tv…siam abituati.

Ma le veline fanno questo effetto, anche quando son decadute! Comincio a pensare che 5 anni di liceo classico, sudatissimo, 5 di laurea, due stage…di cui uno a 10 euro al giorno e l’altro gratis… non siano serviti a molto.

Sono stanca della mia intelligenza, che mi fa sentire così modesta, che mi fa capire troppo bene le cose e che mi fa distinguere gli oggetti. La detesto perché mi fa capire chi merita e chi no, perché non mi fa vedere una velina come un dio ma aspetta di vedere una morta Virginia Wolf per stupefarsi, o d’incontrare Madonna al centro.

Si perché questa dannata intelligenza mi dice troppe cose, di dice di cercare stimoli nuovi perché s’annoia…e che fa l’impunita? Non ne vuole mica sapere di trucchi e di ombretti, no, lei vuole lingue, arte, mostre e tutto ciò che ha a che fare con cultura.

Per carità, ogni tanto mi dice di fare shopping…ma solo perché si vergogna del corpo su cui è posizionata, è esigente e pretenziosa!

Perché non posso vivere con una sana allegria e stupidità, mi basta anche un po’ di superficiale difficoltà…voglio vivere in un mondo fatato per sognar…per sognar!!!

Che se ne esca dal mio cervello Kant o Bach, s’allontani la memoria del greco e i ricordi della storia…sciò…via…via all’algebra (che si sa non serve a nulla), questo mi serve solo a sentirmi più frustrata e non certo a essere adorata.

Quindi chiunque voglia rinascere diverso è pregato di farlo presente e di scrivere un’ampia motivazione a riguardo…è una cosa seria mica stiamo a pettina le bambole!

Somiglianze e parallelismi

Questo blog inizia a somigliare, purtroppo per lui, alla nostra camera da letto. Ogni volta che entro creo confusione, per quanto stia cercando di essere precisa si crea sempre disordine, confusione intellettuale e grammaticale! Perché riesco a rovinare tutto!

Scuse

Nella mia logorroica indole c’è una cosa che non riesco a dire, che non ho detto in più e più occasioni, che fatico forse per eccesso di prudenza o per difficoltà, avrei dovuto scusarmi con tante persone. Scusarmi per i motivi più vari, alle persone più varie. Familiari, amici, colleghi, avrei dovuto chiedere scusa più spesso. Non so se a fermarmi sia stato l’orgoglio o la paura, la paura di non so cosa, ma credo che si parli di paura.
Riflettevo su quanto conta l’orgoglio e la paura in un rapporto, che sia d’amore o di lavoro, o occasionale, quanto pesa l’individualità?

Eppure è una semplice parola “scusa”, riusciamo magari a dirla ad estranei che urtiamo per la strada ma non si riesce a scusarsi con i propri cari, che sicuramente meritano una parola del genere.
Rimane poi quel senso di sospensione del pensiero che affiora sempre, appena rivedi quella persona, sai che dovresti dirglielo ma ti rimane in bocca, bloccato dai denti, ecco sicuramente il problema sono i denti. Si fissa lì, inchiodata, non vuole uscire, che poi sai anche che non ha senso più chiedere scusa dopo un mese, o magari a altre distanze.

Lo sai e diventa il tuo alibi per far si che 5 lettere non fuoriescano eppure si direbbe di te tutto, ma non di certo che non parli o non ti fai ascoltare, ma quella parola è difficile da dire, quasi impossibile.

E l'elenco delle persone si allunga: genitori, fratelli, amici e amore. Vittime consapevoli e inconsapevoli della mia difficoltà, persone perse durante il tragitto che potevo salvare, potevo, dovevo, volevo…

Vorrei imparare a buttarmi alle spalle il passato, per non sentire il rimorso dei miei errori.

giovedì, marzo 29, 2007

Il grande fantasma della chiesa

Il grande polverone che si sta alzando sui diritti e doveri delle coppie di fatto, sta come ogni cosa in Italia, coinvolgendo la posizione della Chiesa, che come sempre in Italia, ha deciso d’imporre la sua opinione. -Vi pregherei di porre particolare attenzione alla cura e alla selezione che sto dando nella scelta delle parole, ho parlato di opinione non di affermazione-

Come spesso succede lo stato sta legalizzando una posizione che socialmente esiste, perché come dato acquisito ormai c’è la verità che invece di essere uno stato guida è uno stato che preferisce cercare di concretizzare legalmente delle realtà che indipendentemente dalla legge c’è, c’è stata e ci sarà. Si perché con la convivenza si rivendica un diritto indissolubile, il diritto della libera scelta, il diritto di poter gestire la nostra vita, di esser libera di sposarsi o meno, di vivere insieme come conviventi e il diritto a lasciarsi! Lo sappiamo che esiste il divorzio, lo sappiamo che se non funziona il matrimonio si può decidere di lasciarsi, ma i tempi sono lunghi, noiosi e oltretutto non ci si può più sposare in Chiesa. Mi domando se io fossi una persona credente che commette l’errore di sposare una persona sbagliata, automaticamente mi viene negato il diritto alla confessione e il diritto a prendere l’ostia oltre che non ho più possibilità di poter fare un nuovo rito cattolico- tranne in rari casi-
Però devo sposarmi perché sono cattolica…

La differenza è inconciliabile, esistono delle scelte di vita non definibili, e tutto ciò che è indefinibile o difficilmente comprensibile mette paura, spaventa e preoccupa…invece non è assolutamente niente.

Ognuno deve difendere le proprie posizioni ma la differenza sta nel rispetto. La differenza, l’unica differenza è saper rispettare le scelte, semplicemente chi si vuol sposare in chiesa lo faccia, chi non vuole non lo faccia, libera scelta… e allora qual è il problema?

Perché non posso permettermi di scegliere come vivere, perché devo sentirmi insultare da qualche uomo in gonna, perché deve esistere questo divario sociale che non produce alcun bene.

La Cei ha scritto ieri una nota sulla questione, questo è uno stralcio”…riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo. Quale che sia l’intenzione di chi propone questa scelta, l’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità, che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro. Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume.”

Rivolgendosi poi alle coppie omosessuali aggiunge:” Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile”

Di cosa hanno paura i cattolici? Della libera scelta, della autodeterminazione, della nostra intelligenza o semplicemente del libero pensiero?

Cosa spaventa la Chiesa al punto da far uscire quotidianamente critiche contro i dico e contro i conviventi, contro gli omosessuali e i divorziati, dal scomodare il papa in dichiarazioni che perfino mia nonna di 80 anni trova strane, di cosa ha paura la chiesa?