martedì, agosto 29, 2006

Lo sconosciuto al lavoro

Capita, sono cose che capitano a tutti, hai bisogno di un caffè bello forte per sopravvivere alla giornata che già all’alba era pensante e ti trovi a fare colazione con una persona quasi sconosciuta…sai che lavora in azienda…ma non sai bene cosa fa, non l’hai bene identificata e non capisci il suo ruolo e probabilmente neanche lei capisce il tuo!!

In quei momenti lì stare zitti è l’unica soluzione, ma non so per quale motivo recondito nella mente umana, forse per educazione sociale o per necessità di chiacchiera, ma due parole le dovete scambiare per forza

"Buongiorno, come va?”

"E’ una giornata calda, ma pioverà? Bhè oggi il metereologo, quello della Mediaset, quello con la faccia da scemo diceva di no, ma non saprei secondo me viene giù un’acquazzone, vabbè che tanto noi siamo chiusi qui dentro”- Da notare l’intelligenza di questa conversazione, il meteo è il primo argomento di discussione e piace a tutti ma è indiscutibilmente banale!!

“Come ti va il lavoro?”- Te lo chiede chi non sa neanche bene quello di cui ti occupi, non sa qual è il tuo ruolo nell’azienda e con un po’ di malizia cerca di capire chi sei e cosa fai per inquadrarti, anche qui, la domanda sul lavoro rasenta il ridicolo e un’originalità inesistente!

Ci son casi dove l’interlocutore di turno, forse solo, cerca d’attaccar bottone e cerca di chiacchierare con te, nell’improbabile caso che ciò accada e per non perdere un’occasione di socializzazione primaria si possono sfoderare questi argomenti:

“Come sono andate le vacanze?” – Qui bisogna fingere un’interesse inesistente per le sue ferie, che visto che son più lunghe delle mie mi fa solo rosicare!

“L’hai visto questo film?” – Sciorinate con i dettagli sulla regia e sugli attori prima o poi qualcosa esce fuori dalla conversazione!

“Hai trovato traffico?” Si sa che il traffico è un argomento universale, più del cibo e dei film, parlare di traffico può, però, farvi scovare uno di quei fissati con le strade che parlano, parlano e parlano di viuzze e di stradine usate questa scusa solo se necessario…e poi pensate che un caffè dura solo dieci minuti al massimo e che la tortura dura veramente poco, per sopravvivere a questi dieci minuti ve ne ho dati di argomenti validi!!!

2 commenti:

AlbicoccoalCuraro ha detto...

non parlarle più! è sicuramente "l'uomo che fuma" di X-Files travestito che ti vuole inserire un chip sotto l'ascella

Elessa ha detto...

O peggio dentro il cervello!!!